Il parto è una delle esperienze più emozionanti in assoluto per una donna, visto che poi potrà abbracciare il proprio piccolino, ma anche una delle più difficili e traumatiche: dura molte ore, si è costrette a restare in posizioni scomode anche per tanto tempo, e in alcuni casi si ricorre ad aiuti come la fettuccina, l’ossitocina, l’epidurale, l’uso di ventosa che spesso danno anche effetti indesiderati.
Uno degli aspetti più importanti da considerare dopo il parto (che invece viene molto sottovalutato o per niente valutato), è la corretta funzionalità del pavimento pelvico e del sacro.
Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli che si estende dalla sinfisi pubica fino al coccige, avvolgendo e chiudendo inferiormente la cavità addomino-pelvica, e che sostiene vescica, vagina e apparato ano-rettale.
Durante il parto è di fondamentale importanza che queste strutture siano libere da eventuali tensioni per favorire il sostegno e la successiva fuoriuscita della testa del piccolo; in caso contrario, si ha molta difficoltà a spingere e ci si mette molto più tempo.
Molto spesso capita che nel meccanismo del parto, il bimbo eserciti una forte pressione a livello di questi muscoli e del sacro, determinando così un blocco, sia a livello sacrale che di tutte le strutture ad esso correlate (fasce, muscoli, legamenti, vertebre).
Questo blocco non riesce a risolversi da solo, e permane dopo il parto con il sacro “fissato”: in questa posizione crea una tensione di tutta la membrana che corre lungo il canale vertebrale (la dura madre), su, fino al cranio, e in particolare fino all’unione con un’altra membrana contenuta a livello cranico (il tentorio del cervelletto).
L’aspetto che più interessa in questa situazione, è che si creano tensioni che dal sacro salgono fino alla testa, coinvolgendo tutto il corpo.
Ciò significa che anche il diaframma e la gabbia toracica sono fissate, come pure il pavimento pelvico di cui abbiamo parlato prima: ci sarà meno drenaggio venoso e linfatico, la neo mamma si sentirà sempre stanca e indebolita per tutti questi motivi.
Tutta questa situazione è collegata alla depressione post-parto!
Quindi sì, lo stress è comunque una possibile causa, ma è bene tener presente anche questo aspetto.
Castagna Gioia
Osteopata D.O. mROI